Se la tua impresa ha aderito, o sta valutando di aderire, al concordato preventivo biennale (CPB) 2026-2027 e ha investimenti in beni 4.0, puoi usare anche l'iperammortamento. La Legge 88/2026, che ha convertito il decreto fiscale (DL 38/2026), ha inserito la maggiorazione tra le variazioni che riducono il reddito concordato. Per aderire al CPB 2026-2027, o revocare l'adesione, c'è tempo fino al 2 novembre 2026. In questo articolo trovi come funziona il meccanismo, un esempio numerico e le verifiche da fare prima di quella data.
In breve
- Iperammortamento e concordato preventivo biennale sono cumulabili per il biennio 2026-2027.
- La maggiorazione del costo dei beni agevolati riduce il reddito concordato come variazione in diminuzione.
- Chi ha già aderito al CPB 2026-2027 non deve rifare l'adesione: la variazione si applica in dichiarazione dei redditi.
- Restano fermi tutti gli adempimenti dell'iperammortamento: comunicazioni al GSE, perizia tecnica asseverata, certificazione contabile.
- Il termine per aderire (o revocare l'adesione) al CPB 2026-2027 è il 2 novembre 2026.
Cosa ha cambiato la Legge 88/2026 per chi aderisce al concordato
Il concordato preventivo biennale, disciplinato dal D.Lgs. 13/2024, funziona su un principio semplice: impresa e Agenzia delle Entrate fissano in anticipo il reddito su cui si pagheranno le imposte per due anni. Su quel reddito si possono applicare solo le rettifiche tassativamente elencate dall'art. 16 del decreto, come plusvalenze, minusvalenze, sopravvenienze e perdite su crediti.
Quando la Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025, art. 1, commi 427-436) ha reintrodotto l'iperammortamento, la maggiorazione non compariva in quell'elenco. In pratica, un'impresa in concordato pagava le imposte sul reddito concordato senza poter dedurre la maggiorazione legata ai propri investimenti 4.0. Il beneficio si azzerava proprio per le imprese che hanno scelto un rapporto più trasparente con il Fisco.
La correzione è arrivata in sede di conversione del decreto fiscale: la Legge 88/2026, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 22 maggio 2026, ha inserito nell'art. 16 del D.Lgs. 13/2024 una nuova lettera (b-ter) che include la maggiorazione dell'iperammortamento, e dei relativi canoni di leasing, tra gli elementi che riducono il reddito concordato.
Iperammortamento 2026: come funziona in sintesi
L'iperammortamento non è un contributo e non è un credito d'imposta da compensare in F24. È una maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto dei beni strumentali nuovi: l'impresa ammortizza fiscalmente un valore superiore a quello effettivamente pagato e riduce così il reddito imponibile ai fini IRES e IRPEF.
La maggiorazione è calcolata per scaglioni, con limiti riferiti alla singola annualità di investimento:
Due conseguenze pratiche da tenere presenti:
- Serve reddito imponibile. Una deduzione produce risparmio solo se c'è un imponibile da ridurre. È la differenza più rilevante rispetto ai crediti d'imposta Transizione 4.0 e 5.0.
- Il beneficio si distribuisce nel tempo, seguendo il piano di ammortamento del bene, non si incassa tutto nell'anno dell'acquisto.
Iperammortamento 2026: quali beni rientrano
I beni agevolabili sono beni strumentali nuovi, destinati a strutture produttive situate in Italia, acquistati in proprietà o in leasing finanziario:
- Beni materiali 4.0 dell'Allegato IV alla Legge di Bilancio 2026 (che sostituisce il vecchio Allegato A), interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.
- Beni immateriali e software 4.0 dell'Allegato V (che sostituisce il vecchio Allegato B).
- Impianti per l'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all'autoconsumo.
Il DL 38/2026 ha eliminato, con effetto retroattivo dal 1° gennaio 2026, il requisito che imponeva la produzione dei beni nell'Unione europea o nello Spazio economico europeo. Oggi macchinari e software possono provenire anche da fornitori extra UE, con un'eccezione importante.
Iperammortamento 2026 e fotovoltaico: il vincolo rimane
Per gli impianti fotovoltaici il vincolo di origine europea non è stato eliminato, perché è disciplinato da una disposizione distinta (comma 429) che il decreto fiscale non ha modificato. Sono agevolabili solo gli impianti con moduli iscritti al registro ENEA nelle categorie b) e c) previste dal DL 181/2023:
- moduli e celle prodotti nell'Unione europea, con efficienza di cella almeno pari al 23,5%;
- moduli prodotti nell'Unione europea con celle bifacciali a eterogiunzione di silicio o tandem, prodotte nell'Unione europea, con efficienza di cella almeno pari al 24%.
Chi sta progettando un impianto per l'autoconsumo deve quindi verificare la scheda tecnica dei moduli prima dell'ordine, non dopo.
Come la maggiorazione riduce il reddito concordato
Il meccanismo è lineare. Il reddito concordato resta il punto di partenza; la quota di maggiorazione di competenza del periodo d'imposta si sottrae come variazione in diminuzione, insieme alle altre rettifiche ammesse dalla norma.
Tre aspetti operativi:
- Nessuna nuova adesione. Chi ha già aderito al CPB 2026-2027 non deve ripresentare l'opzione: la variazione si applica direttamente nella dichiarazione dei redditi.
- Stesse regole dell'iperammortamento ordinario. La maggiorazione si calcola come fuori dal concordato, con le stesse aliquote, gli stessi tempi e le stesse condizioni.
- Nessuno sconto sugli adempimenti. Perizia asseverata, certificazione contabile e comunicazioni al GSE restano obbligatorie. Senza di esse, la variazione non è legittima, con o senza concordato.
Iperammortamento 2026: esempio pratico con un'impresa in concordato
Prendiamo una Srl manifatturiera che ha aderito al CPB 2026-2027 con un reddito concordato di 300.000 euro per ciascuno dei due anni. Nel 2026 acquista un centro di lavoro a controllo numerico da 200.000 euro, lo interconnette al proprio gestionale di produzione e completa nello stesso anno le comunicazioni al GSE.
Ipotesi di calcolo:
coefficiente fiscale di ammortamento: 15%, ridotto alla metà nel primo esercizio come di consueto; maggiorazione applicabile: 180% (investimento sotto i 2,5 milioni), pari a 360.000 euro di costo aggiuntivo da ammortizzare; aliquota IRES: 24%.
Nel biennio di concordato il risparmio IRES è di 19.440 euro. Sull'intera vita fiscale del bene, la maggiorazione complessiva di 360.000 euro vale fino a 86.400 euro di minori imposte, a condizione che negli anni successivi ci sia reddito sufficiente ad assorbirla.
Senza la modifica introdotta dalla Legge 88/2026, nei due anni di concordato l'impresa avrebbe pagato le imposte sull'intero reddito concordato, rinunciando alle quote di maggiorazione 2026 e 2027.
L'esempio è semplificato a fini illustrativi. Il calcolo reale dipende dal coefficiente di ammortamento del bene, dal momento di entrata in funzione e interconnessione, dalle altre variazioni presenti nel periodo e da eventuali altri aiuti ricevuti sullo stesso investimento.
Il fattore tempo: GSE, interconnessione e periodo d'imposta
Nel concordato il calendario conta più del solito, perché il biennio è chiuso e definito. Per l'iperammortamento il percorso passa interamente dalla piattaforma del GSE dedicata al Nuovo Piano Transizione 5.0, nell'Area Clienti accessibile con SPID o CIE:
- Comunicazione preventiva, attiva dal 12 giugno 2026 secondo il decreto direttoriale MIMIT del 10 giugno 2026.
- Comunicazione di conferma, attiva dal 21 luglio 2026, che richiede il pagamento di un acconto almeno pari al 20% del costo di ciascun bene indicato nella comunicazione preventiva, non dell'investimento complessivo.
- Comunicazione di completamento, da inviare entro il 15 novembre 2028.
- Comunicazioni periodiche successive, che accompagnano il bene per tutta la durata dell'ammortamento fiscale.
Un dettaglio da non sottovalutare: se l'investimento è effettuato nel 2026 ma la comunicazione di completamento arriva nel 2027, nel 2026 è riconosciuta solo la deduzione ordinaria. Per un'impresa in concordato significa che i tempi di consegna, collaudo, interconnessione e comunicazione determinano in quale anno del biennio la maggiorazione inizia a ridurre il reddito concordato.
In quale situazione ti trovi?
Hai già aderito al CPB 2026-2027.
La compatibilità si applica senza fare nulla sul fronte del concordato. Il lavoro da fare è sull'investimento: verificare che i beni rientrino negli allegati, che la perizia sia impostata correttamente e che le comunicazioni al GSE siano allineate ai tempi del biennio.
Stai valutando se aderire entro il 2 novembre 2026.
Gli investimenti 4.0 programmati non sono più un motivo per escludere il concordato. Resta però una valutazione di convenienza complessiva, da fare con il proprio commercialista, confrontando reddito concordato proposto e reddito effettivo atteso. Entro il 2 novembre è possibile anche modificare o revocare una scelta già comunicata; dopo quella data né adesione né revoca producono effetti. Le istruzioni aggiornate sono nella circolare n. 8/E del 6 ottobre 2026 dell'Agenzia delle Entrate.
Sei nel CPB 2025-2026.
Qui serve più cautela. La correzione è stata letta dagli operatori come riferita alle opzioni per il biennio 2026-2027 e successivi. Per la quota 2026 di chi è nel biennio 2025-2026 conviene una verifica puntuale con il proprio consulente fiscale prima di impostare la dichiarazione.
Una lettura in più: il concordato rende l'iperammortamento più pianificabile
C'è un aspetto che di solito si trascura. Il limite principale dell'iperammortamento rispetto ai vecchi crediti d'imposta è la necessità di avere imponibile sufficiente. Un'impresa che ha aderito al concordato conosce già oggi il reddito su cui si calcoleranno le imposte nel 2026 e nel 2027.
Questo rende la capienza fiscale calcolabile in anticipo: si può stimare con precisione quanta maggiorazione verrà assorbita nel biennio e quanta resterà per gli anni successivi. Per chi deve decidere tempi e dimensione di un investimento, è un'informazione utile. Non significa che aderire al concordato sia sempre conveniente, ma che la combinazione dei due strumenti, se ben impostata, riduce l'incertezza sul ritorno fiscale dell'investimento.
Cumulabilità dell'iperammortamento con altri incentivi
Oltre al concordato, l'iperammortamento può convivere con altre agevolazioni finanziate da risorse nazionali o europee, come la Nuova Sabatini, il credito d'imposta ZES Unica o i bandi nazionali e regionali, nel rispetto del divieto di doppio finanziamento e dei massimali sugli aiuti di Stato. Chi partecipa anche a un bando, come quello per gli investimenti Sostenibili 4.0, deve verificare le regole di cumulo previste dal bando stesso. Due regole da ricordare:
- Principio del costo netto: la maggiorazione non si calcola sulla parte di costo già coperta da altri aiuti, ma sulla quota residua effettivamente sostenuta dall'impresa.
- Nessun cumulo con Transizione 4.0: gli investimenti che hanno già beneficiato del credito d'imposta Transizione 4.0 della disciplina precedente non possono accedere anche all'iperammortamento. È un controllo da fare soprattutto per i beni ultimati entro il 30 giugno 2026, per i quali la comunicazione di completamento Transizione 4.0 è stata prorogata al 15 settembre 2026.
Checklist da attuare prima del 2 novembre 2026
- Mappare gli investimenti in beni strumentali previsti nel 2026 e nel 2027.
- Verificare che ogni bene rientri negli Allegati IV o V, o nella disciplina specifica degli impianti a fonti rinnovabili.
- Per il fotovoltaico, controllare l'iscrizione dei moduli al registro ENEA nelle categorie ammesse.
- Controllare lo stato delle comunicazioni GSE (preventiva, conferma con acconto del 20% per bene, completamento).
- Stimare le quote di maggiorazione di competenza 2026 e 2027 in base ai tempi reali di consegna e interconnessione.
- Verificare eventuali altri aiuti sullo stesso investimento e ricalcolare la base al netto.
- Confrontare con il commercialista reddito concordato proposto e reddito effettivo atteso, includendo l'effetto della maggiorazione.
Domande frequenti
#### Iperammortamento e concordato preventivo biennale sono cumulabili? Sì. Per il biennio 2026-2027 la maggiorazione dell'iperammortamento rientra tra le variazioni in diminuzione ammesse sul reddito concordato, grazie alla modifica dell'art. 16 del D.Lgs. 13/2024 introdotta dalla Legge 88/2026. #### Chi ha già aderito al CPB 2026-2027 deve rifare l'adesione? No. La variazione in diminuzione si applica direttamente in dichiarazione dei redditi, senza ripresentare l'opzione. #### Iperammortamento 2026: quando scade? Sono agevolabili gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. La comunicazione di completamento al GSE va inviata entro il 15 novembre 2028. Per il concordato, il termine di adesione al biennio 2026-2027 è il 2 novembre 2026. #### Iperammortamento 2026: come funziona in poche parole? Il costo fiscale del bene viene maggiorato del 180%, 100% o 50% a seconda dello scaglione di investimento. La maggiorazione si deduce attraverso le quote di ammortamento negli anni, riducendo il reddito imponibile IRES o IRPEF. #### Iperammortamento 2026 e fotovoltaico: come funziona? Gli impianti fotovoltaici per l'autoconsumo sono agevolabili, ma solo con moduli prodotti nell'Unione europea iscritti al registro ENEA nelle categorie b) e c), con efficienza di cella di almeno il 23,5% o il 24% a seconda della tecnologia. Il vincolo di origine UE, eliminato per gli altri beni, per il fotovoltaico resta in vigore. #### L'adesione al concordato cambia gli adempimenti dell'iperammortamento? No. Comunicazioni al GSE, perizia tecnica asseverata e certificazione contabile restano obbligatorie e sono la condizione per poter applicare la variazione.
Come possiamo aiutarti
La compatibilità tra iperammortamento e concordato è una buona notizia, ma il beneficio si concretizza solo se l'investimento è impostato correttamente dal punto di vista tecnico: beni ammissibili, interconnessione, documentazione e tempi delle comunicazioni al GSE.
Se la tua impresa ha investimenti in corso o in programma e sta valutando il concordato per il biennio 2026-2027, possiamo aiutarti a verificare l'ammissibilità dei beni e a costruire un percorso documentale solido, in coordinamento con il tuo commercialista. Per progetti di dimensione rilevante lavora con te la nostra divisione dedicata alla finanza agevolata per grandi investimenti.
Contattaci per un primo confronto.

