Competenze per l'ambiente e la sostenibilità

La crescente attenzione dell’opinione pubblica, del consumatore e della politica attuale verso le tematiche ambientali porta le imprese a impegnarsi sempre di più per garantire la sostenibilità dei propri prodotti e processi. Nel 2020 a Strasburgo è stato presentato il piano d’investimenti per il Green Deal europeo 2050, il piano di transizione ecologica più ambizioso fin qui presentato da un continente per raggiungere le emissioni zero entro il 2050. Nell’ampio scenario della consulenza in materia di ambiente e sostenibilità, forniamo consulenza su tutto il territorio nazionale in merito allo studio di LCA, alla Carbon Footprint di prodotto o di organizzazione secondo le norme ISO 14067:2018 e ISO 14064:2018 e di EDP di prodotto.
  1. Valutazione del Rating di Sostenibilità per le PMI

    Rating di sostenibilità per PMI

    Il rating di sostenibilità intende aiutare tutte le imprese, con particolare attenzione alle piccole e medie, a maturare una consapevolezza specifica in ambito di transizione digitale e sostenibile. La valutazione si basa sull’applicazione della Prassi di Riferimento UNI 134:2022, scelta come giusto compromesso tra completezza e semplicità di fruizione anche per chi si sta avvicinando al mondo ESG. Questo strumento permette di ottenere i seguenti vantaggi:

    • miglioramento della propria credibilità ed affidabilità aziendale per l’accesso ai finanziamenti con Istituiti di credito ed Enti (Finanza Agevolata, PNRR, Fondi di investimento);
    • acquisizione dei requisiti richiesti nella filiera di appartenenza per soddisfare richieste specifiche di clienti e fornitori;
    • apertura di nuovi mercati con prodotti indirizzati a clienti target interessati ai temi della sostenibilità;
    • miglioramento della propria reputazione aziendale come brand sostenibile all’interno del proprio mercato di riferimento.
    La valutazione del rating di sostenibilità si basa sullo svolgimento di un assessment iniziale volto ad analizzare lo stato di maturazione del contesto aziendale. Questo percorso permette di intraprendere un percorso di crescita e presa di consapevolezza sulle tematiche ESG, grazie ad un piano di miglioramento dedicato a rilascio dello studio svolto.
  2. Studio di Life Cycle Assessment (LCA)

    Immagine di foglie disposte in circolo per il servizio in Life Cycle Assessment per le aziende. Sfondo azzurro.

    Lo studio di Life Cycle Assessment si rivolge alle imprese che vogliono valutare gli impatti ambientali dei propri prodotti o processi, in un’ottica di ciclo di vita, al fine di:

    • migliorarne la performance ambientale;
    • valutarne le fasi del ciclo di vita maggiormente impattanti;

    lo studio consente, inoltre, un supporto allo sviluppo di nuovi prodotti o processi a ridotto impatto ambientale e una valutazione riguardo tutta la catena di produzione.

    L’analisi LCA prevede uno studio completo degli impatti ambientali con una valutazione delle principali azioni da intraprendere per la riduzione degli impatti ambientali considerando anche i vantaggi economici che ne possono derivare.

    La valutazione comprende non solo gli impatti ambientali diretti, causati dalla fabbricazione del prodotto in esame, ma anche gli impatti indiretti, causati dai processi cosiddetti di “upstream” o “downstream”.


    Lo studio di Life Cycle Assessment può essere una base per lo sviluppo successivo di:

    • una Carbon Footprint di prodotto, seguendo lo standard UNI EN ISO 14067:2018;
    • una etichettatura ambientale di tipo III (EPD- Environmental Product Declaration), secondo lo standard UNI EN ISO 15804.
    Dopo una prima fase di raccolta dati, viene effettuata una analisi specifica dei diversi impatti ambientali del prodotto o del processo in esame. Il risultato per le aziende è uno studio che evidenzia le fasi del ciclo di vita maggiormente impattanti e individua quali aspetti ambientali vengono principalmente colpiti dall’oggetto dello studio.
  3. Carbon Footprint di Prodotto (CFP)

    Foto di una cassetta di mele verdi, su sfondo azzurro, con etichetta di neutralità carbonica, per il servizio in Carboon Footprint di Prodotto.
    Gli effetti dell’aumento dell’effetto serra negli ultimi anni sono sempre più evidenti, ed il costante incremento dei gas climalteranti dovuto alle attività umane è un fenomeno che desta preoccupazione ed attenzione.
    Lo studio di Carbon Footprint, o impronta di carbonio, consente alle imprese di quantificare le emissioni di gas serra dovute ai propri processi e prodotti, analizzando tutte le fasi del ciclo di vita del prodotto stesso, conformemente allo standard ISO 14067:2018 relativo alla Carbon Footprint di prodotto, e seguendo gli stessi step dello studio di Life Cycle Assessment.
    Dopo una prima fase di raccolta dati, viene effettuata una analisi specifica relativa all’impatto climatico del prodotto o del processo in esame.
    Il risultato per le aziende è uno studio che evidenzia le fasi del ciclo di vita maggiormente impattanti considerando le emissioni di CO2 equivalente.
    Nello studio implementato saranno poi valutate le eventuali e principali azioni da intraprendere per la riduzione dell’impatto ambientale, tenendo conto dei vantaggi economici e delle BAT (Best Available Technologies), accompagnando l’azienda in un percorso verso la sostenibilità ambientale.
  4. Carbon Footprint di Organizzazione (CFO)

    Immagine di un’orma composta da foglie, su sfondo azzurro, per il servizio in Carboon Footprint di Organizzazione per le aziende.
    La Carbon Footprint di Organizzazione, misura e quantifica le emissioni di gas serra considerando tutte le operazioni che avvengono sia all’interno dei propri stabilimenti produttivi sia considerando i processi a monte che a valle, ovvero sia le emissioni dirette che quelle indirette.
    Vengono raccolti i dati necessari relativi agli impianti di produzione, trasporti di materiali e prodotti, rifiuti e non solo. Successivamente, per ogni categoria vengono calcolate le relative emissioni in termini di CO2 equivalente.
    Il risultato è uno studio che evidenzia le principali fonti di emissioni relative al complessivo dell’organizzazione.
    Una volta quantificate le emissioni dell’azienda nell’anno di riferimento, si può intraprendere un percorso di Carbon Strategy, mirante alla riduzione progressiva delle emissioni, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile.
    In questo frangente la riduzione e la compensazione delle emissioni attraverso, ad esempio, progetti di tutela ambientale, può permettere all’azienda di generare crediti di carbonio certificati (un credito corrisponde a 1 ton di CO2 equivalente), che possono essere venduti e scambiati nel mercato.
  5. Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD)

    Immagine di un piccolo carrello della spesa con sopra il globo terrestre per il servizio Environmental Product Declaration. Sfondo azzurro.
    La Dichiarazione Ambientale di Prodotto è un'etichetta ambientale, che può essere ottenuta a seguito di uno studio di Life Cycle Assessment (LCA) e la successiva verifica della conformità alla normativa di riferimento da parte di ente terzo.
    Rappresenta uno strumento per comunicare informazioni oggettive, confrontabili e credibili relative alla prestazione ambientale di prodotti e servizi.
    Una volta individuata la PCR (Product Category Rules – Regole di Categoria di Prodotto), che definisce i criteri e le modalità per la conduzione dello studio, viene svolto uno studio di Life Cycle Assessment secondo gli standard di riferimento.
    Successivamente, lo studio deve essere verificato da opportuno ente certificatore. Una volta approvato, viene redatto il report finale, che viene registrato e pubblicato.
  6. Made Green in Italy (MGI)

    Dettaglio di un vaso di vetro contenente delle monete e una piantina per il servizio di certificazione secondo lo schema Made Green Italy.
    Lo schema Made Green in Italy nasce con l’obiettivo di valorizzare sul mercato i prodotti italiani che abbiano buone o ottime prestazioni ambientali. Il logo permette ai consumatori di rendere riconoscibili i prodotti e incoraggiare di conseguenza scelte più consapevoli.

    Similmente alla Dichiarazione Ambientale di Prodotto, valida a livello europeo, la certificazione Made Green in Italy viene rilasciata in seguito ad uno studio di Life Cycle Assessment basato sulle Regole di Categoria di Prodotto (RCP).

    L’RCP, in questo caso, stabilisce anche il valore di impatto ambientale di benchmark, ovvero del prodotto “medio”: l’impatto ambientale del prodotto analizzato viene confrontato con il valore di benchmark, e viene classificato in una delle tre classi di prestazione ambientale:

    • classe A: il prodotto ha prestazioni ambientali migliori del prodotto benchmark;
    • classe B: il prodotto ha prestazioni ambientali uguali o prossime al prodotto benchmark;
    • classe C: il prodotto ha prestazioni ambientali peggiori del prodotto benchmark.

    Il marchio Made Green in Italy viene rilasciato solo se il prodotto analizzato rientra nella classe A o rientra nella classe B, ma il produttore deve prevedere un piano di miglioramento, da implementare entro i tre anni di validità della concessione d’uso del marchio.

  7. Come misurare la circolarità delle imprese

    Immagine di una sfera trasparente appoggiata al suolo. In sovraimpressione uno schema che rappresenta l'economia circolare.

    L’indice di economia circolare si sviluppa su una serie di indicatori, sia quantitativi che qualitativi, che misurano il livello di circolarità di una organizzazione. Il calcolo prevede una misurazione di Livello di Circolarità basata su 71 indicatori che riguardano il consumo di risorse riciclate o rinnovabili, di energia da fonti sostenibili, o la presenza di determinate certificazioni ambientali. La misurazione della circolarità rappresenta un requisito essenziale per:

    • aumentare l’efficienza nella gestione dei processi e nell’uso delle risorse, generando un risparmio economico grazie alla riduzione dei costi e, ad esempio, a una maggiore produttività;
    • tendere verso una maggiore trasparenza per il mercato e per il consumatore migliorando l’immagine aziendale;
    • porre attenzione alle scelte già prese dall’organizzazione per ottimizzare i consumi e ridurre l’utilizzo delle risorse.

    Dopo una prima fase di raccolta dati e un’intervista viene effettuata un’analisi specifica sui temi di economia circolare all’interno del contesto aziendale, che portano ad un indice numerico di economia circolare secondo la direttiva della Specifica Tecnica UNI/TS 11820:2022 (la specifica fa riferimento alle disposizioni già presenti in altre normative ISO).

    A seguito della valutazione, vengono indicate le opportunità di miglioramento della circolarità dell’impresa nel tempo. Una volta calcolato il Livello di Circolarità, un ente terzo preposto si occupa della verifica del corretto svolgimento dell’analisi ed emette, in caso di esito positivo, il relativo certificato.

  8. Certificazioni DNSH per gli interventi PNRR

    Un albero nel bosco viene abbracciato da una persona nascosta dietro di esso.

    Il principio Do No Significant Harm (DNSH), basandosi su quanto previsto dal Regolamento UE 2020/852 “Tassonomia per la finanza sostenibile” , prevede che gli interventi previsti dai PNRR nazionali non arrechino nessun danno significativo all’ambiente: questo principio è fondamentale per accedere ai finanziamenti del RRF (ripresa e resilienza) utili ad attuare l’Accordo di Parigi e gli obiettivi delle Nazioni Unite.

    Tutti i progetti e le riforme proposti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza italiano sono, quindi, stati valutati considerando i criteri DNSH. Coerentemente con le linee guida europee, la valutazione tecnica ha stimato in una prospettiva a lungo termine, per ogni intervento finanziato, gli effetti diretti e indiretti attesi.

    Dopo una prima fase di valutazione del progetto di investimento viene effettuato uno studio dei diversi impatti ambientali del progetto e di ogni attività economica come indicato nei vari obiettivi ambientali previsti nei piani agevolativi afferenti al PNRR e rilasciata una apposita relazione DNSH asseverata da un tecnico abilitato.

Perché sceglierci

Ci occupiamo di sostenibilità grazie a uno staff di ingegneri ambientali e di esperti in scienze e tecnologie per l'ambiente.
Il nostro responsabile della divisione sostenibilità ha conseguito una Laurea Magistrale in Analisi e Gestione dell'Ambiente con master di specializzazione in economia circolare ed LCA.
Siamo partner di diversi enti di certificazione ACCREDIA e riconosciuti da loro come consulenti qualificati in questo ambito.
Grazie poi al nostro bagaglio di competenze ed esperienza in materia di agevolazioni e contributi, riusciamo a gestire con estrema naturalezza tutti gli adempimenti amministrativi necessari, oltre che ad interfacciarci con gli enti preposti.

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