Consulenza energetica

Scroll

Finanza agevolata per grandi progetti di investimento

Copertina della news relativa al servizio di consulenza su grandi progetti di investimento

Finanza agevolata per grandi progetti di investimento

Quando un'impresa decide di realizzare un investimento importante, un nuovo stabilimento, una linea produttiva, un programma di ricerca pluriennale, la vera domanda non è soltanto "quanto costa". È "come rendere quell'investimento sostenibile, meno rischioso e più solido". La finanza agevolata per i grandi progetti di investimento nasce proprio qui: negli strumenti pubblici che, se usati bene, cambiano la scala di ciò che un'azienda può permettersi di pianificare.

Il punto delicato è che questi strumenti non sono bandi da compilare in fretta. Sono meccanismi tecnici, spesso negoziali, e molto selettivi. Capire quale strumento fa al caso tuo, e come costruire una candidatura che regga alla valutazione, richiede un metodo. In questo articolo mettiamo in fila cosa sono questi strumenti, perché rappresentano molto più di un contributo economico e cosa serve davvero per accedervi.

Perché i grandi progetti di investimento chiedono un approccio diverso

Un investimento di piccola entità e un programma da diversi milioni di euro non si affrontano con la stessa logica. Nel secondo caso entrano in gioco variabili che possono determinare il successo o il rigetto della domanda: la coerenza tra il piano industriale e i requisiti dello strumento, la solidità dei bilanci, l'impatto occupazionale, la localizzazione, la cumulabilità con altre agevolazioni. Molti strumenti dedicati ai grandi investimenti, inoltre, non funzionano "a sportello semplice". Prevedono una fase istruttoria, talvolta una vera trattativa con l'ente gestore, e una documentazione tecnica dettagliata: business plan pluriennale, piano degli investimenti articolato per anno, dimostrazione della sostenibilità economica. La differenza tra chi ottiene il contributo e chi si ferma raramente sta nella dimensione del progetto. Sta nella qualità della candidatura.

Gli strumenti della finanza agevolata per i grandi investimenti

Non esiste "l'incentivo" al singolare. Esiste una famiglia di strumenti, ognuno con una vocazione precisa. Conoscerne la logica è il primo passo per capire quale può sostenere il tuo progetto. I Contratti di Sviluppo sono lo strumento di riferimento per gli investimenti di grandi dimensioni nei settori industriale, agroindustriale, turistico e della tutela ambientale. Sono gestiti da Invitalia per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e prevedono un investimento minimo di 20 milioni di euro, che scende a 7,5 milioni per la trasformazione di prodotti agricoli e per i progetti turistici nelle aree interne. Combinano contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato.

La Legge 181/89 interviene sul rilancio delle aree colpite da crisi industriale. Anch'essa gestita da Invitalia per il MIMIT, sostiene programmi di investimento produttivo e di tutela ambientale con l'obiettivo di generare nuova occupazione, arrivando a coprire fino al 75% delle spese ammissibili tra fondo perduto e mutuo agevolato.

Il Fondo per il Sostegno alla Transizione Industriale accompagna le imprese che investono in efficienza energetica, decarbonizzazione dei processi ed economia circolare, in linea con le direttrici europee sulla sostenibilità.

Accanto a questi si colloca un altro strumento, ma su un piano diverso. Il Programma ON - Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero, gestito da Invitalia per il MIMIT, non è pensato per i grandi investimenti: sostiene micro e piccole imprese di nuova costituzione, a prevalenza giovanile o femminile, con progetti fino a 3 milioni di euro, attraverso un mix di finanziamento a tasso zero e contributo a fondo perduto. Lo citiamo perché fa parte dell'ecosistema delle agevolazioni, ma la sua logica è quella dell'avvio d'impresa, non della crescita su larga scala. Nota: importi, soglie e finestre di apertura vengono aggiornati periodicamente. Le fonti ufficiali da cui verificare la disciplina vigente sono i portali di Invitalia e del MIMIT.

Non solo un contributo: gli incentivi come leva strategica

C'è un modo riduttivo di guardare a queste misure, e cioè considerarle solo come "soldi a fondo perduto da intercettare". È una lettura che porta lontano dal risultato. Gli strumenti strutturali hanno un valore che va oltre il contributo finanziario. Usati con visione, permettono di pianificare investimenti più ambiziosi, di ridurre il rischio dell'operazione, di migliorare la qualità stessa del progetto e di allineare la strategia d'impresa alle grandi direttrici del cambiamento: innovazione, sostenibilità, resilienza delle catene del valore. In altre parole, il contributo pubblico è efficace quando riduce il rischio senza alterare la solidità economica dell'investimento. Non è la percentuale massima in astratto a fare la differenza, ma la costruzione di un progetto finanziabile, credibile e sostenibile nel tempo. È qui che gli incentivi smettono di essere un'occasione da cogliere e diventano una leva di politica industriale interna all'azienda. Le competenze che rendono un progetto davvero finanziabile La crescente complessità normativa, la selettività degli strumenti e la competizione tra i progetti spiegano perché in questo campo l'improvvisazione si paga. Servono competenze che raramente convivono in un'unica funzione aziendale. Serve una lettura strategica delle politiche industriali, per capire dove si sta muovendo la regolazione e quali strumenti apriranno finestre utili. Serve la capacità di integrare aspetti tecnici, economici e progettuali, perché un business plan brillante ma tecnicamente incoerente non supera l'istruttoria, e viceversa. E serve un approccio multidisciplinare, che tenga insieme ingegneria, finanza agevolata, sostenibilità e conformità normativa in un unico disegno. Chi affronta questi progetti da solo tende a sottovalutare proprio i punti che gli enti valutano con più attenzione: la coerenza interna della candidatura e la sua fattibilità reale.

Il percorso, dalla verifica dei requisiti alla rendicontazione

Un grande progetto di investimento agevolato non si esaurisce con la presentazione della domanda. È un percorso che parte molto prima e prosegue ben oltre l'ottenimento del contributo. Si comincia con la verifica dei requisiti e un'analisi preliminare di fattibilità: si controllano indicatori finanziari, dimensione d'impresa, localizzazione e coerenza del piano, per individuare da subito eventuali criticità e i correttivi necessari. Da qui si costruiscono gli scenari di investimento, così da valutare la sostenibilità dell'operazione prima di impegnarsi. Segue la stesura e l'invio della domanda sui portali dedicati, con la raccolta documentale e il coordinamento di tutti gli stakeholder coinvolti. Superata la fase di candidatura, il lavoro entra nella sua parte più lunga: la gestione dei rapporti con l'ente gestore, incluse eventuali integrazioni, controdeduzioni ai motivi ostativi e la fase negoziale, fino all'ottenimento del contributo. Da lì si accompagna la realizzazione del progetto e si arriva alla rendicontazione finale, condizione indispensabile per l'erogazione delle risorse. È un accompagnamento che dura quanto il progetto stesso.

Cosa può fare Archita Engineering per te

In questo scenario complesso ma ricco di opportunità, Archita Engineering affianca le imprese lungo tutto il percorso, dalla verifica preliminare fino alla rendicontazione. Non ci limitiamo a intercettare un bando: analizziamo il tuo progetto, ne valutiamo la fattibilità con onestà e, quando le condizioni ci sono, costruiamo una candidatura solida. Il nostro approccio è quello di sempre: multidisciplinare, indipendente e trasparente. Se riteniamo che un'operazione non sia realizzabile o non generi valore reale, te lo diciamo. È così che intendiamo il ruolo di partner: un interlocutore unico che comprende le logiche industriali, le esigenze tecnologiche e le dinamiche normative, per ridurre il rischio di errori e aumentare le probabilità di successo del tuo investimento. Se stai valutando un grande progetto di investimento e vuoi capire quali strumenti possono sostenerlo, parliamone: il primo passo è sempre una valutazione di fattibilità, senza impegno.

Consulenza per grandi progetti di investimento

Vuoi saperne di più sulle nostre competenze?

Foto di Francesco Vigliaturo, direttore tecnico di Archita Engineering.

Contatta Francesco Vigliaturo dell'area Consulenza energetica

Tutti gli articoliContattaci