Transizione 5.0: la procedura “semplificata” è veramente semplificata?

Il Piano Transizione 5.0 rappresenta un'importante opportunità per le imprese italiane di diventare più competitive sul mercato globale attraverso investimenti in innovazione e sostenibilità. Le misure introdotte prevedono infatti incentivi volti a favorire la crescita economica sostenibile e rafforzare il tessuto industriale del Paese, allineandolo con gli standard internazionali più avanzati.
Questa evoluzione del precedente Piano Transizione 4.0 promuove non solo l'adozione di nuove tecnologie, ma anche di pratiche ecologiche e sostenibili volte a migliorare l'efficienza energetica delle aziende. Infatti, i principi guida sono quelli delineati nel rapporto Industria 5.0 presentato a gennaio 2021 dalla Commissione europea: umanocentricità, sostenibilità e resilienza.
Il recente quadro normativo in merito al Piano Transizione 5.0 ha introdotto una procedura semplificata per accedere agli incentivi fiscali previsti, particolarmente interessante per le PMI che intendono sostituire beni obsoleti con tecnologie più efficienti e sostenibili.
Procedura semplificata: vero accesso rapido ai crediti?
La procedura semplificata si è posta l’obiettivo di fornire alle aziende uno strumento per accedere più rapidamente e con meno oneri documentali al credito d'imposta previsto dal Piano Transizione 5.0.
La procedura è rivolta a chi intende sostituire macchinari già completamente ammortizzati da almeno 24 mesi con nuove tecnologie ad alta efficienza energetica, conformi alle prescrizioni tecnico-normative e inclusi nell'Allegato A della legge 232/2016.
Per accedere al beneficio, il bene nuovo deve avere funzione e caratteristiche analoghe a quello sostituito, pur introducendo tecnologie più moderne e sostenibili volte al miglioramento dell’efficienza energetica che deve essere dimostrata sulla base di quanto previsto da norme di settore ovvero di prassi.
Come funziona il calcolo del risparmio energetico
La semplificazione della procedura per accedere ai contributi 5.0 consiste nel presumere, per legge, che il nuovo bene generi automaticamente un risparmio energetico del 5% rispetto al vecchio bene (se si analizza solo il processo coinvolto) o del 3% (sull'intero processo produttivo), senza bisogno di verifiche puntuali sui consumi del vecchio macchinario.
È però richiesto il soddisfacimento di un importante requisito formale che consiste nella certificazione del consumo effettivo del nuovo macchinario con la relativa dimostrazione del miglioramento dell'efficienza energetica impiegando norme di settore o evidenze tecniche equivalenti non sempre di facile reperibilità.
Questo adempimento quindi, che all’apparenza può apparire di facile soddisfacimento, nella pratica risulta spesso decisamente arduo nella maggior parte dei settori ed ambiti, dove le norme di settore in ambito energetico sono ancora di scarsa applicazione e farraginose.
Questo approccio “semplificato” pertanto, in base all’esperienza maturata, non consente di ridurre in maniera significativa i tempi di accesso all’agevolazione e i costi di certificazione.
Vantaggi teorici della procedura semplificata
- Accesso rapido e snellito agli incentivi fiscali: la semplificazione elimina la necessità di alcune misurazioni energetiche complesse sul campo, favorendo, in teoria, tutte le imprese che devono rinnovare asset produttivi. L'azienda deve solo misurare il processo e i consumi del nuovo bene, eliminando analisi complesse sui vecchi macchinari.
- Maggiore prevedibilità e competitività: sapere in anticipo quale risparmio energetico verrà riconosciuto permette di pianificare meglio gli investimenti. Questa procedura consente, nella teoria, alle imprese di cogliere tempestivamente le opportunità offerte dall'innovazione tecnologica e dalla digitalizzazione, posizionandosi meglio su mercati sempre più selettivi.
- Apertura concreta alle PMI: la misura semplifica, nella teoria, l'accesso agli incentivi soprattutto per le realtà produttive medio-piccole che solitamente incontrano maggiori difficoltà in ambito amministrativo e di compliance normativa. Anche piccole e medie imprese possono accedere più facilmente ai benefici, senza dover ricorrere a consulenze esterne per misurazioni specialistiche.
Criticità e i limiti della procedura semplificata
La procedura semplificata, introdotta allo scopo di favorire l’accesso alla normativa 5.0 nei casi di sostituzione di macchinari, presenta pertanto diversi aspetti critici che le imprese devono considerare attentamente e che la rendono di non così facile attuazione:
- Risparmio energetico minimo standardizzato: in ogni caso viene riconosciuto sempre e solo un risparmio del 5%, riducendo l'incentivo per chi potrebbe conseguire maggiori risparmi effettivi e preferirebbe valorizzarli attraverso la procedura ordinaria. La procedura, basandosi su percentuali predefinite, non considera casi in cui il bene obsoleto fosse già molto efficiente, generando ipotesi di risparmio talvolta non rispondenti alla realtà produttiva.
- Attestazione documentale dell’efficienza energetica: la documentazione da presentare per attestare l’efficienza energetica delle macchine nuove, si fonda su norme tecniche di settore e regolamenti tecnici. Questo adempimento, che all’apparenza può apparire di facile soddisfacimento, nella pratica risulta decisamente arduo nella maggior parte dei settori ed ambiti, dove le norme di settore in ambito energetico sono scarse e farraginose.
- Obbligo di certificazione abilitata: la procedura richiede comunque la certificazione da parte di enti abilitati (EGE, ESCo, ingegneri o periti esperti), con la necessità di una corretta e tempestiva gestione documentale.
- Adattabilità limitata: in alcuni scenari, ad esempio per beni non completamente ammortizzati o per investimenti con risparmi energetici superiori al minimo fissato, la procedura ordinaria potrebbe risultare più favorevole.
- Potenziale distorsione degli incentivi: aziende con macchinari già efficienti potrebbero ottenere un beneficio superiore rispetto al reale impatto energetico della sostituzione. Si corre il rischio che gli investimenti vengano calibrati solo sul requisito base, senza spingere su interventi più innovativi e performanti.
- Meno attenzione al vero efficientamento: potendo accedere all'incentivo con uno sforzo minimo in termini di prova del risparmio, alcune imprese potrebbero non essere incentivate a scegliere soluzioni dalle performance energetiche effettivamente superiori.
Considerazioni strategiche per la scelta
La procedura semplificata della Transizione 5.0 può essere una leva strategica per accelerare il rinnovamento tecnologico e abbattere le barriere d'accesso agli incentivi, specialmente per le PMI. Tuttavia, occorre una valutazione attenta dell'effettiva convenienza tra percorso ordinario e semplificato, considerando sia gli obiettivi di efficienza sia le specificità dell'impresa.
Cosa possiamo fare per te
Con Archita Engineering potrai valutare tutte le opportunità di investimento e di crescita per la tua azienda attraverso il Piano Transizione 5.0.
Il nostro team di esperti in innovazione e industria 5.0 può guidarti nella scelta della procedura più adatta alla tua realtà aziendale:
- Valutazione comparativa tra procedura ordinaria e semplificata in base alle specificità della tua azienda
- Analisi preliminare dei processi attuali e individuazione delle aree dove l'implementazione di nuove tecnologie potrebbe generare i maggiori benefici
- Accesso agli incentivi fiscali previsti dal Piano Transizione 5.0, predisponendo tutta la documentazione necessaria
- Gestione del cambiamento per valorizzare sia la tecnologia che il capitale umano.
La consulenza di professionisti del settore resta fondamentale per scegliere la strada ottimale e massimizzare benefici e sostenibilità.
Contattaci per una consulenza.
Ti è piaciuto l'articolo e vuoi ricevere gli aggiornamenti più significativi sulle novità di questo settore? Iscriviti qui alla Newsletter di Archita Engineering.