Nuovi trend tecnologici 2026: opportunità per le imprese
Il panorama tecnologico globale si trova oggi in una fase di transizione senza precedenti: se il 2024 e il 2025 sono stati gli anni dell’entusiasmo e della sperimentazione per l’intelligenza artificiale generativa, il 2026 si prospetta come l’anno della maturità operativa e dell’integrazione profonda.
Comprendere questi trend non significa solo guardare al futuro, ma prepararsi a governare il cambiamento per offrire soluzioni sempre più efficienti e competitive, integrando le tecnologie nei processi, nei modelli operativi e nelle decisioni strategiche.
I 5 nuovi trend tecnologici del 2026 secondo Capgemini
Il 9 dicembre 2025 a Milano, Capgemini ha presentato "TechnoVision Top 5 Tech Trends to Watch in 2026", la sua analisi sulle cinque tendenze tecnologiche che si prevede raggiungeranno un punto di svolta significativo nel corso del prossimo anno.
1. L’intelligenza artificiale (AI) nelle aziende
L’intelligenza artificiale (AI) si conferma tra le principali tendenze tecnologiche per il 2026, anno che, secondo Mark Roberts, Deputy Head di Capgemini AI Futures Lab, sarà cruciale per il settore.
Dopo un periodo di grande risonanza mediatica, ingenti investimenti e numerose sperimentazioni, l'attenzione si sposta sul valore effettivo che l'AI può generare per le organizzazioni.
I dati attestano una diffusione significativa: quasi un miliardo di persone utilizza sistemi di AI e circa il 90% delle aziende ha avviato processi di adozione. Tuttavia, Roberts evidenzia come la fase precedente sia stata caratterizzata da un eccesso di "innovation theater," con “proof of concept” difficili da implementare su larga scala. Il 2026 segna dunque il passaggio a una fase di “proof of impact” e di integrazione profonda, in cui l'AI viene incorporata strutturalmente all'interno delle organizzazioni.
Sul fronte tecnologico, ai grandi modelli generativi si affiancano sistemi di AI ibridi. Questi combinano modelli linguistici con approcci più classici, modelli matematici o modelli basati sulla fisica del mondo reale, puntando a una maggiore affidabilità e a un ancoraggio più saldo alla realtà.
Un altro elemento chiave è l'etica, che Roberts definisce come un "fattore di performance" e non più solo una questione filosofica, assumendo una rilevanza ingegneristica, specialmente in vista dello sviluppo di sistemi sempre più autonomi.
2. Il rapporto tra l’intelligenza artificiale e i software
Il secondo trend 2026 riguarda la profonda trasformazione dei software innescata dall'intelligenza artificiale (AI). Sudhir Pai, Deputy CTO di Capgemini, descrive questo cambiamento come un'evoluzione rispetto al passato: se negli anni Dieci si parlava di "software che mangia il mondo", oggi è "l'AI che sta mangiando il software".
Pai sottolinea come l'AI stia trasformando il ciclo di vita dello sviluppo software in ogni settore: si passa dalla scrittura manuale del codice all'espressione dell'intento. In futuro, gli sviluppatori si concentreranno sulla specificazione dei risultati desiderati, mentre l'AI si occuperà della creazione e gestione dei componenti, accorciando i tempi di consegna e migliorando la qualità. Tuttavia, la governance e la supervisione umana restano cruciali per prevenire errori di sicurezza e difetti meno evidenti.
Questa transizione richiede una fase di ricostruzione, che Pai definisce come la necessità di "disimparare per imparare". La semplice formazione sull'intelligenza artificiale infatti non è più sufficiente, ma è fondamentale prevenire il rischio di una diffusione disorganizzata e non coordinata delle sue soluzioni.
L'obiettivo finale non si limita a un semplice aggiornamento dell'infrastruttura IT, ma piuttosto mira alla creazione di vere e proprie "imprese AI-native", dove tecnologia e modello operativo aziendale evolvono all’unisono.
3. Cloud 3.0: piattaforma intelligente per la gestione delle imprese
L'evoluzione del cloud si afferma come uno dei principali nuovi trend tecnologici del 2026. Georgia Smith, Cloud & AI Strategy & Transformation Manager di Capgemini Invent, definisce questa fase una "nuova rivoluzione del cloud" che supera la mera migrazione e l'ottimizzazione dei costi. Il cloud si trasforma in una piattaforma intelligente essenziale per gestire e coordinare i workload di Intelligenza Artificiale ed i sistemi agentici delle imprese.
Secondo Smith, i workload di AI raggiungeranno oltre 500 miliardi di dollari entro il 2027, posizionando il cloud come l'ambiente di esecuzione predominante per tali sistemi. Il concetto di Cloud 3.0 non si limita a una singola piattaforma, ma è una combinazione di multi-cloud, hybrid ed edge, già adottata da nove organizzazioni su dieci. Le motivazioni di tale adozione sono fondamentali: garantire resilienza e sovranità dei dati e minimizzare la latenza.
In questo scenario, l'edge assume una rilevanza critica. Smith sottolinea che "gli agenti non si limitano più a pensare, ma agiscono". Senza architetture a bassa latenza, si incorre nel rischio di decisioni errate con conseguenti effetti a catena. Pertanto, la capacità delle organizzazioni di sviluppare competenze adeguate, una governance agile e una mentalità adattiva risulteranno fattori decisivi per garantire operazioni sicure nei diversi ambienti cloud.
4. Intelligent operations: l’intelligenza artificiale nei processi aziendali
Un nuovo trend cruciale per il 2026 riguarda l’intelligenza artificiale nei processi aziendali e la loro riorganizzazione attraverso le intelligent operations.
Simone Neser, AI Project Director per Capgemini Business Services, le definisce come “processi iperautomatizzati che combinano dati, AI e digitale” nei processi quotidiani. Queste attività, essendo ripetitive, ad alto volume di dati e costose, sono ideali per l'automazione intelligente.
Neser evidenzia la necessità di analizzare i processi complessi (come il ciclo "quote-to-cash" in ambito finance) scomponendoli in:
- Sottoprocessi
- Macrotask
- Microtask
Questa scomposizione permette di assegnare a ogni attività la tecnologia più adeguata, integrando RPA, GenAI, agenti e analytics.
Per il 2026, Neser prevede che le aziende supereranno la fase dei progetti pilota, puntando alla trasformazione dei processi legacy in chiave AI-powered. L'innovazione non sarà solo tecnologica, ma soprattutto organizzativa: le imprese più avanzate inizieranno a gestire e dirigere processi end-to-end, eliminando i tradizionali silos funzionali.
Questo cambiamento ridefinirà anche il rapporto tra persone e intelligenza artificiale, stabilendo una chiara distinzione tra:
- Attività autonome (gestite interamente dall'AI);
- Attività con supervisione umana;
- Attività sotto il controllo umano (mantenute per ragioni di fiducia e sicurezza).
Il successo futuro delle aziende sarà determinato dalla loro abilità nel garantire che gli agenti di intelligenza artificiale siano affidabili e scalabili, e dalla qualità dell'interazione tra le persone e l'AI.
5. La sovranità digitale: priorità strategica aziendale
Ultimo tra i principali nuovi trend tecnologici per il 2026 vi è il tema della sovranità digitale. Nicolas Gaudilliere, CTO e VP Agentic AI di Capgemini Invent France, sottolinea come la sovranità digitale sia evoluta da mera discussione politica a una priorità strategica per i board aziendali.
Le organizzazioni mirano ora a un controllo completo della loro catena tecnologica, che spazia dai dati all'AI, dal cloud al software, includendo anche hardware, connettività ed energia.
Il mercato sta reagendo con un'offerta variegata di soluzioni, che include piattaforme "sovrane", modelli di AI su base regionale e nuovi ecosistemi tecnologici. Gaudilliere evidenzia l’importanza di evitare rischi come agire in modo tattico senza una strategia chiara o, al contrario, rimanere bloccati dalla complessità del problema.
La proposta è di adottare un approccio che definisca chiaramente i rischi da mitigare, costruendo una strategia modulare e affrontando la questione dominio per dominio e workload per workload.
Nel 2026, si prevede una continua e intensa competizione per il controllo degli stack critici della catena del valore digitale, che si estenderà dai semiconduttori e l'archiviazione dei dati fino ai modelli di Intelligenza Artificiale. Parallelamente, è molto probabile che la maggior parte degli hyperscaler e dei principali fornitori di servizi cloud lanci offerte di "cloud sovrani".
Questo scenario avrà un impatto significativo sul modo in cui le aziende gestiscono i rischi e assicurano la propria resilienza operativa.
Nuovi obblighi normativi tecnologici: opportunità per le aziende
I nuovi trend tecnologici del 2026 convergono con un insieme di nuovi obblighi normativi che, specialmente in Europa, trasformano la conformità in opportunità competitive. Questi sono:
La fatturazione elettronica internazionale
L'obbligo di fatturazione elettronica B2B si estende a sette paesi europei, consolidando la rete Peppol BIS 3.0 come standard europeo per l’automazione dei flussi documentali.
L'adozione tempestiva della fatturazione elettronica in formato EN 16931 è cruciale. Questa mossa non solo assicura la conformità normativa in tempo reale su diversi mercati, ma è anche essenziale per automatizzare i cicli di incasso e velocizzare la riconciliazione contabile.
L’identità Digitale Europea: EUDI Wallet
Nel 2026 verrà introdotto l’uso operativo dell'identità digitale europea EUDI Wallet. Questa consentirà la verifica immediata dell'identità e dell'autorità legale in una vasta gamma di interazioni digitali, dai servizi online alle procedure di onboarding.
Per le aziende, l'integrazione dell'EUDI Wallet nei protocolli KYC (Know Your Customer) e nei servizi digitali si traduce in una notevole riduzione di complessità e rischi. I benefici includono:
- L'autenticazione forte integrata;
- Minore vulnerabilità ai tentativi di frode;
- La certificazione digitale dei poteri di firma e delle autorizzazioni.
Le imprese che sapranno implementare efficacemente l'identità digitale europea nei propri servizi e processi diventeranno più agili, più sicure e più competitive per i partner e i clienti a livello internazionale.
L’AI Act: intelligenza artificiale
Ad agosto 2026 entrerà in vigore l’AI Act europeo, che imporrà alle aziende obblighi stringenti di governance, valutazione del rischio e documentazione tecnica per ogni sistema di intelligenza artificiale utilizzato. Questo richiede alle aziende l'integrazione di algoritmi e modelli nei processi chiave, ma all'interno di un rigoroso quadro normativo.
Le aziende che oggi investono in programmi strutturati di AI governance possono trarre un doppio vantaggio: non solo assicurano la conformità all'AI Act, ma sfruttano l'AI stessa come motore per la trasformazione digitale. L'intelligenza artificiale potrà infatti automatizzare parte delle funzioni di compliance, come:
- Il monitoraggio continuo dei sistemi;
- La valutazione automatizzata del rischio;
- La generazione assistita di documentazione e report.
In questo modo, l'AI diventa una leva per scalare e ottimizzare i processi di controllo, audit e gestione del rischio.
La cybersecurity: NIS2
Nel 2026, la cybersecurity si affermerà come una responsabilità di diretta competenza del management, trascendendo la sua tradizionale percezione di mero problema tecnico delegato all'IT.
Questo cambiamento è supportato dalla crescita stimata del 15% nel mercato italiano della sicurezza informatica e dal fatto che oltre la metà delle grandi aziende la considera una priorità di investimento, evidenziando come la resilienza cyber sia ormai un fattore competitivo cruciale, oltre che un imperativo normativo.
La direttiva NIS2 amplierà significativamente l'ambito degli obblighi e delle responsabilità, coinvolgendo circa 160.000 entità in Europa, incluse molte PMI finora non interessate. I nuovi requisiti includono:
- Formalizzazione della governance;
- Gestione strutturata del rischio;
- Segnalazione degli incidenti in tempi drasticamente ridotti;
- Adozione di controlli tecnici adeguati.
Di fronte al giudizio del 44% dei CISO che ritiene insostenibile un presidio totalmente interno, il modello operativo vincente per il 2026 sarà ibrido. Questo approccio si baserà su pilastri fondamentali:
- Mappatura precisa della postura di sicurezza;
- Implementazione di autenticazione MFA resistente al phishing;
- Test rigorosi delle procedure di incident response;
- Costruzione di partnership strategiche con fornitori specializzati.
La sostenibilità diventa requisito operativo: CSRD, ESG e Supply chain digitale
A partire dal 2026, la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) imporrà alle PMI quotate l'obbligo di rendicontazione di sostenibilità con assurance esterna. Questo cambiamento trasforma la sostenibilità da mera attività di comunicazione a requisito operativo strutturato.
Le aziende dovranno:
- Implementare la raccolta sistematica di dati ESG;
- Applicare il principio della doppia materialità;
- Assicurare la produzione di informazioni in formato digitale machine-readable.
Parallelamente, la digitalizzazione della supply chain è cruciale per garantire la verificabilità della conformità ESG lungo l'intera filiera, tramite:
- Tracciamento dei fornitori;
- Certificazione degli standard etici e ambientali;
- Monitoraggio automatico dei KPI di sostenibilità.
Le aziende che oggi investono in soluzioni come EDI (Electronic Data Interchange), piattaforme cloud e sistemi di data governance per la supply chain non solo si preparano proattivamente alla CSRD, ma ottengono vantaggi competitivi significativi, come:
- Visibilità completa sulle catene del valore;
- Riduzione del rischio di non conformità;
- Trasformazione della sostenibilità in asset concreto e valorizzato da clienti, partner e investitori.
Le aziende che trasformeranno questi obblighi in leve strategiche emergeranno come partner affidabili e preferenziali nel mercato unico europeo.
Cosa possiamo fare per te
In qualità di consulenti in innovazione, gli esperti di Archita Engineering si occupano di supportare le imprese nei processi di trasformazione, convertendo i nuovi trend tecnologici e gli obblighi normativi del 2026 in soluzioni concrete.
Mettiamo a disposizione dei nostri clienti gli strumenti agevolativi atti a rendere questi cambiamenti veri e propri vantaggi competitivi, affiancandoli inoltre nell'ottenimento delle fondamentali certificazioni, come quella di sostenibilità ambientale.
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