Dal 7 luglio 2026 è aperta la piattaforma del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per presentare le comunicazioni di prenotazione relative al credito d'imposta design e ideazione estetica 2026.
Il decreto direttoriale del 3 luglio 2026 ha definito modalità, termini e contenuti della procedura, rendendo operativa la misura prevista dalla Legge di Bilancio 2026 per le imprese che investono in attività di design, ideazione estetica, sviluppo di nuovi prodotti e realizzazione di campionari. Il credito è pari al 10% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 2 milioni di euro per impresa, con una dotazione complessiva di 60 milioni di euro per il 2026.
Si tratta di una misura importante soprattutto per i settori più legati al Made in Italy, come moda, tessile, calzature, occhialeria, orafo, mobile, arredo e ceramica. Per le imprese interessate, però, l'apertura della piattaforma non significa semplicemente “inviare una domanda”: la procedura richiede una corretta verifica del progetto, delle spese e della documentazione.
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha reso noto che le risorse destinate al Credito d’imposta Design e Ideazione estetica sono state esaurite in tempi rapidissimi: in meno di 48 ore dall’apertura della piattaforma, le oltre 400 domande inviate hanno assorbito l’intera dotazione da 60 milioni di euro. Le comunicazioni continuano comunque a essere acquisite secondo l'ordine cronologico di invio, anche in vista di eventuali nuove disponibilità o scorrimenti.
Cosa corrisponde il decreto
Il decreto direttoriale del 3 luglio 2026 disciplina la procedura per accedere al credito d'imposta design e ideazione estetica per gli investimenti sostenuti nel periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2025. La procedura si basa su due comunicazioni:
- una comunicazione preventiva, necessaria per prenotare il credito;
- una comunicazione di completamento, da inviare dopo la conclusione degli investimenti.
La comunicazione preventiva deve essere presentata per ogni singolo progetto di design e ideazione estetica. Nel modello devono essere indicati i dati dell'impresa, la descrizione del progetto, il periodo previsto di realizzazione, l'importo degli investimenti agevolabili e il credito d'imposta potenzialmente spettante.
Questo passaggio è delicato perché il credito viene prenotato in base all'ordine cronologico di invio. Dopo la trasmissione, l'impresa riceve una ricevuta che indica il credito prenotato oppure l'indisponibilità delle risorse.
La comunicazione di completamento
La seconda fase riguarda la comunicazione di completamento. Questa deve essere trasmessa per ciascuna comunicazione preventivamente entro 30 giorni dalla chiusura del periodo impostato. In questa fase l'impresa deve indicare gli investimenti effettivamente sostenuti, suddivisi per tipologia di spesa ammissibile, e il credito d'imposta maturato.
Un punto da non sottovalutare riguarda la soglia minima del 70%. Gli investimenti completati non possono essere inferiori al 70% dell'importo indicato nella comunicazione preventiva. Questo significa che, già nella fase iniziale, l'impresa deve indicare importi realistici. Sovrastimare il progetto può creare problemi nella fase successiva, quando sarà necessario dimostrare quanto è stato effettivamente realizzato.
Quando si può usare il credito
Il credito d'imposta può essere utilizzato in compensazione tramite modello F24, attraverso i servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate.
Il Ministero trasmette all'Agenzia delle Entrate l'elenco delle imprese ammesse e l'importo del credito utilizzabile. La compensazione può avvenire dal giorno 10 del mese successivo alla trasmissione dei dati dal MIMIT all'Agenzia delle Entrate. L'importo utilizzato in F24 non può superare quello comunicato dal Ministero per ciascuna impresa. In caso contrario, il versamento viene scartato.
Quali attività rientrano nella misura
Il credito d'imposta riguarda le attività di design e ideazione estetica finalizzate alla concezione e realizzazione di nuovi prodotti e campionari. La norma richiama in modo particolare le imprese dei settori tessile e moda, calzaturiero, occhialeria, orafo, mobile e arredo, ceramica, prevedendo anche criteri applicativi per attività svolte in settori diversi.
Il punto centrale è distinguere le attività realmente agevolabili da interventi ordinari o puramente commerciali. Non ogni modifica estetica, aggiornamento grafico o attività creativa rientra automaticamente nel credito d'imposta.
Per questo motivo è importante che il progetto sia descritto in modo chiaro e che le spese siano collegate direttamente alle attività di design e ideazione estetica.
Le spese ammissibili
Il modello allegato al decreto indica le principali tipologie di spese ammissibili. Rientrano, tra le altre, le spese per il personale direttamente impiegato nelle attività di design, le spese relative a beni materiali mobili e software utilizzati nel progetto, i contratti con soggetti esterni non appartenenti al gruppo, i servizi di consulenza ei materiali impiegati nelle attività agevolabili.
È prevista anche una specifica maggiorazione per alcune spese di personale relative a soggetti under 35, al primo impiego, in possesso di laurea in design o titoli equiparabili, assunti a tempo indeterminato e impiegati esclusivamente nelle attività di design e innovazione estetica.
La corretta classificazione delle spese è uno degli aspetti più importanti della pratica. Ogni costo inserito deve essere coerente con il progetto e supportato da documentazione tecnica e contabile adeguata.
Risorse esaurite: cosa significa per le imprese
Alla data dell'8 luglio 2026, come riporta Innovation Post, le risorse disponibili risultano già esaurite. Questo non significa necessariamente che ogni ulteriore invio sia inutile: il decreto prevede infatti che, anche in caso di indisponibilità parziale o totale delle risorse, le comunicazioni si intendono comunque trasmesse. In caso di nuove disponibilità, il Ministero procede secondo l'ordine cronologico di invio.
Per le imprese che hanno progetti già strutturati, può quindi essere utile valutare se presentare comunque la comunicazione, sapendo però che l'invio non equivale automaticamente all'accesso al beneficio.
Gli errori da evitare
- Il primo errore è considerare la misura come incentivo automatico per qualsiasi attività creativa. Il progetto deve rientrare nel perimetro delle attività di design e ideazione estetica previste dalla normativa.
- Il secondo errore è inviare la comunicazione preventiva senza aver verificato prima attività, spese e tempistiche. La comunicazione iniziale deve essere coerente con ciò che sarà poi dichiarato nella fase di completamento.
- Il terzo errore è indicare importi non realistici. La soglia del 70% impone di costruire una previsione sostenibile fin dall'inizio.
- Il quarto errore è organizzare la documentazione solo alla fine. Per una pratica corretta, le prove tecniche e contabili devono essere raccolte durante tutto lo sviluppo del progetto.
Cosa può fare Archita Engineering per la tua azienda
Archita Engineering può supportare le imprese nella valutazione tecnica e documentale dei progetti potenzialmente riconducibili al credito d'imposta design e ideazione estetica 2026. L'attività può partire da un'analisi preliminare del progetto, finalizzata a verificare la coerenza tra attività previste, spese sostenute o programmate e requisiti richiesti dalla misura. In questa fase è importante distinguere correttamente le attività agevolabili dagli interventi ordinari di aggiornamento estetico, grafico o commerciale. Il supporto può riguardare anche la classificazione delle spese, la raccolta della tecnica e contabile, la verifica della documentazione coerenza tra comunicazione preventiva e comunicazione di completamento e l'organizzazione delle prove necessarie in caso di controllo. In una misura caratterizzata da risorse limitate, ordine cronologico di invio e obblighi documentali puntuali, la tempestività non basta. È necessario impostare una pratica coerente, sostenibile e documentabile fin dall'inizio. Se la tua azienda ha programmato progetti di design, ideazione estetica, sviluppo di nuovi prodotti o campionari, questo è il momento per verificare se le attività possono rientrare nella misura e come predisporre correttamente la documentazione.

