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Criteri Ambientali Minimi (CAM): cosa sono e a cosa servono

Cosa sono i Criteri Ambientali Minimi
I CAM, o Criteri Ambientali Minimi, sono i requisiti ambientali ed etici definiti dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) nell’ambito del Piano d’Azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della Pubblica Amministrazione. Questi, si applicano a svariati settori, inclusi edilizia, arredi, gestione rifiuti, ristorazione, veicoli e illuminazione, coprendo l'intero ciclo di vita dei prodotti.

Inoltre, i CAM rappresentano il fulcro del Green Public Procurement (GPP), lo strumento che guida le amministrazioni all'acquisto di beni e servizi a basso impatto ambientale. In Italia, la loro applicazione è diventata un obbligo di legge previsto dal Codice dei Contratti Pubblici: questo trasforma la sostenibilità da semplice "buona intenzione" a un requisito essenziale per partecipare a qualsiasi gara d’appalto.

Come rispettare i CAM in una gara d'appalto


I Criteri Ambientali Minimi (CAM) sono i requisiti ambientali definiti per le varie fasi del processo di acquisto, volti a individuare la soluzione progettuale, il prodotto o il servizio migliore sotto il profilo ambientale lungo il ciclo di vita, tenuto conto della disponibilità di mercato.

In una gara d’appalto pubblica, per dimostrare di aver rispettato i criteri CAM si utilizza principalmente la cosiddetta Relazione CAM, che certifica la conformità tecnica di materiali e prestazioni. I documenti chiave includono certificazioni prodotte da enti terzi (come possono essere la certificazioni Ecolabel e FSC), schede tecniche dei prodotti e, nel caso specifico dell'edilizia, la relazione CAM redatta dal progettista, che esplicita quali e quanti materiali sostenibili sono stati adoperati.

Oltre alla Relazione CAM esistono altre modalità per dimostrare l’adempimento dei requisiti, tra cui:
  • Certificazioni ambientali: ovvero tutte le EPD - Environmental Product Declaration (Dichiarazioni Ambientali di Prodotto) di tipo I, II o III (es. ISO 14001, ISO 14021, ISO 14025), o le certificazioni di prodotto specifiche richieste dal CAM (es. percentuali di contenuto di riciclato, certificazioni FSC/PEFC per il legno).
  • Analisi di laboratorio: Risultati di test condotti da organismi terzi che confermano le prestazioni dei materiali forniti.
  • Dichiarazioni del fornitore/subappaltatore: Documentazione firmata che garantisce la conformità di parti componenti del prodotto.

Certificazioni CAM: quali servono e cosa rischia un’impresa se non le rispetta


Come si è già detto non esita un’unica certificazione CAM ma bensì una serie di etichette ambientali o marchi riconosciuti per dimostrare la conformità in relazione ai Criteri Ambientali Minimi (DM 23 giugno 2022 e successivi). Le principali certificazioni includono EPD (Dichiarazione Ambientale di Prodotto), Ecolabel UE, FSC/PEFC per il legno, ReMade in Italy® e Plastica Seconda Vita per i materiali riciclati.

Una volta scelta la certificazione, le conformità ai CAM si dimostrano attraverso il certificato di conformità rilasciato da enti terzi accreditati che attestano la percentuale di materiale riciclato o recuperato, spesso in relazione alla norma UNI/PdR 88:2020.

Fondamentale è l’attenzione al bando di gara poichè il mancato rispetto dei Criteri Ambientali Minimi ne comporta l’esclusione. Infatti, poichè si tratta di requisiti obbligatori, la loro inadempienza rende nulla l’intera procedura e potrebbe provocare possibili istanze di risarcimento danni da parte della Stazione Appaltante.

Differenza tra criteri premianti e criteri di base 


All’interno di un bando di concorso i CAM possono essere giudicati su due diverse tipologie di criteri: i criteri di base (o minimi) ed i criteri premianti.

Nello specifico, i criteri di base sono requisiti obbligatori che determinano la conformità tecnica di prodotti e servizi negli appalti pubblici. Il loro fine è quello di garantire lo standard minimo di ecosostenibilità.

Invece, si definiscono criteri premianti tutti quei requisiti facoltativi che attribuiscono un punteggio aggiuntivo, incentivando soluzioni tecniche ed ecologiche migliori o più innovative rispetto lo standard richiesto.

Cosa possiamo fare per te


Archita Engineering supporta imprese, progettisti nell’applicazione dei Criteri Ambientali Minimi, aiutandoli a interpretare correttamente quanto previsto dai bandi pubblici e a dimostrare la conformità richiesta attraverso una documentazione tecnica completa e coerente.

Dall’analisi del capitolato, alla predisposizione della Relazione CAM, fino alla verifica delle certificazioni ambientali richieste e delle dichiarazioni dei fornitori, il nostro team affianca il cliente in ogni fase del processo, valorizzando anche i criteri premianti previsti dal bando. 

Gestire correttamente i CAM significa ridurre il rischio di esclusioni o contestazioni e trasformare un obbligo normativo in un’opportunità reale di crescita nel mercato degli appalti pubblici. 

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Foto di Francesco Vigliaturo, direttore tecnico di Archita Engineering.

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