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Economia circolare: vantaggi per le imprese e come misurarla

Cerchio di foglie illuminato simbolo dell'economia circolare e della sostenibilità
L’economia circolare è il pilastro della sostenibilità ambientale ed economica e assume un ruolo centrale nella disciplina dell’ecologia industriale. Si tratta di un sistema economico sostenibile che si rigenera in autonomia, in cui la perdita di risorse e gli sprechi sono ridotti al minimo.

Il concetto di economia circolare non è nuovo, nasce negli anni '60 e le prime applicazioni pratiche risalgono agli anni ‘70. Oggi è ancor più importante che le aziende implementino pratiche sostenibili ed effettuino la transizione verso un sistema economico circolare per via delle attuali emergenze ambientali, dell’aumento della domanda di materie prime e della scarsità di alcune risorse naturali.

Cosa si intende per economia circolare?

L’Unione Europea definisce l’economia circolare come “un modello di produzione e consumo che implica condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo dei materiali e prodotti esistenti il più a lungo possibile”. Il modello si basa sulla circolarità: i prodotti rimangono il più possibile all’interno del cerchio del valore e la materia non più utile inizia un nuovo ciclo di vita invece di essere gettata.

L’organizzazione no-profit internazionale Ellen MacArthur Foundation, la cui mission è accelerare la transizione verso un’economia circolare, distingue due tipi di flussi di materiali:
  • Materiali biologici, che possono essere decomposti e reintegrati nella biosfera
  • Materiali tecnici, che non possono essere decomposti e sono rivalorizzati senza integrarsi nella biosfera
L'economia circolare si ispira ai meccanismi di retroazione non lineari dei sistemi viventi. L’idea di base è che i sistemi economici debbano funzionare come organismi in cui le sostanze nutrienti sono elaborate e utilizzate, per poi essere poi reintegrate nel ciclo biologico o tecnico.

I principi dell’economia circolare

L’economia circolare si basa su cinque azioni che i cittadini e le imprese dovrebbero eseguire, le cosiddette 5 “R”: ridurre, riutilizzare, riciclare, recuperare, rigenerare.
  • Riduzione: utilizzare meno risorse ed evitare gli sprechi
  • Riutilizzo: ripristinare la funzione dei prodotti, che continuano così a generare valore
  • Riciclo: trasformare un materiale di scarto in una materia prima nuovamente utilizzabile
  • Raccolta: suddividere i rifiuti in base alla tipologia, affinché si riciclino correttamente i materiali
  • Recupero: trasformare i materiali di scarto non riciclabili in energia termica o elettrica, grazie a impianti di termovalorizzazione
Nel modello circolare i rifiuti non esistono in quanto i prodotti sono durevoli e i loro componenti sono progettati per essere riutilizzati. Sempre per evitare il sottoutilizzo dei prodotti, si promuove un’economia collaborativa, che favorisce lo scambio e la condivisione di oggetti e servizi. 

Le aziende potrebbero ispirarsi ai principi dell’economia circolare e applicare la strategia delle 5 ”R” per accogliere il necessario cambio di prospettiva e concepire il prodotto come circolare e a impatto zero.

Differenze tra economia circolare ed economia lineare

L’economia circolare si posiziona come alternativa sostenibile al tradizionale modello economico lineare. L’economia lineare si basa sull’estrazione continua di materie prime, sul consumo di massa e sullo scarto del prodotto una volta esaurita la sua utilità. Il materiale ha un breve ciclo di vita e diventa presto un rifiuto non inseribile in nuovi cicli di produzione, di conseguenza questo meccanismo presuppone grandi quantità di risorse, facilmente reperibili e a basso prezzo. Il modello si riassume nel principio “estrarre, produrre, utilizzare e gettare”, estremamente dannoso per l’ambiente.

L’approccio rigenerativo dell’economia circolare supera i limiti del sistema lineare. Nel testo “The Economics of Knowledge and the Knowledge of Economics”, pubblicato nel 1966, Kenneth Boulding ha creato un parallelismo tra le due tipologie di economie e due figure: il cowboy e l’astronauta. Il cowboy considera le risorse della Terra illimitate e segue le logiche della conquista e del consumo; l’astronauta è consapevole del funzionamento e dei limiti del pianeta.

I vantaggi dell’economia circolare per le aziende

Il passaggio da una produzione lineare a una circolare porterebbe a grandi vantaggi per le aziende. Una gestione efficace e razionale delle risorse, un’estensione della vita utile dei prodotti e il loro ricondizionamento equivalgono a una riduzione dei costi. Grazie all’economia circolare, si stima che il risparmio di materie prime per l’industria europea nel 2025 potrebbe essere del 14%, che corrisponde a circa 400 miliardi di euro.

I vantaggi non riguardano soltanto il fronte economico. Le imprese che adottano un sistema di economia circolare riducono la pressione sull’ambiente e le emissioni di gas serra, offrendo una soluzione a problemi globali. L’impegno verso la sostenibilità e l’ambiente può generare un nuovo valore di business, migliorare la reputazione e l’immagine aziendale e affermare i valori del brand.

L’economia circolare favorisce anche l’incremento dell’occupazione e lo sviluppo di nuove professioni legate alla sostenibilità, i cosiddetti green job. Si stima che l’economia circolare potrebbe creare 700.000 nuovi posti di lavoro nell’UE entro il 2030. L’Unione Europea ha compreso l’importanza dell’economia circolare, che è uno dei pilastri dei progetti del Green Deal. La strategia europea è racchiusa nell’ EU Circular Economy Action Plan, il piano d’azione che ha lo scopo di rendere i prodotti più sostenibili, ridurre i rifiuti e conferire più potere ai cittadini. 

Per quanto riguarda l’Italia, secondo il report 2023 di Energy & Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano, risulta esserci un legame tra l’adozione del sistema economico circolare e la dimensione aziendale: quasi il 60% delle grandi imprese ha fatto proprio il nuovo sistema circolare, contro solo il 29% delle piccole. Per aiutare la transizione green, l’Italia ha approvato il PNRR, Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza “Italia domani”, che stanzia 69 miliardi di euro per la missione n.2, “Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica”.

Esempi di economia circolare

Alcune attività e iniziative concrete delle imprese che costituiscono degli esempi di economia circolare sono:
  • Design ecocompatibile: integrare i principi di eco-design per sviluppare prodotti di maggior durata
  • Programmi di riciclo: incoraggiare i clienti a restituire o riciclare i beni al termine della loro vita utile
  • Risorse condivise: promuovere la condivisione di spazi di lavoro e il noleggio di attrezzature, per ottimizzare l'utilizzo delle risorse
  • Economia dei servizi: passare da un modello basato sulla vendita di prodotti a uno basato sulla fornitura di servizi, in cui i prodotti non si sostituiscono ma si riparano
  • Produzione locale: incentivare la produzione locale per ridurre le emissioni legate al trasporto
  • Upcycling e remanufacturing: trasformare materiali di scarto in prodotti di valore superiore o riportarli allo stato originale

Economia circolare: come si misura

La specifica tecnica UNI/TS 11820 “Misurazione della circolarità - Metodi ed indicatori per la misurazione dei processi circolari nelle organizzazioni”, pubblicata il 30 novembre 2022, definisce la metodologia per la misurazione della circolarità. La stesura del testo, da parte della Commissione tecnica UNI 057, ha coinvolto 150 organizzazioni e il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica.

Il documento si configura come uno strumento operativo per misurare la circolarità delle organizzazioni in modo efficace secondo 71 indicatori, quantitativi, qualitativi e quanti-qualitativi. Essi riguardano risorse materiali e componenti; risorse energetiche e idriche; rifiuti ed emissioni; logistica; prodotti e servizi; risorse umane, asset, policy e sostenibilità. Esistono 3 categorie di indicatori:
  • Core: indicatori da misurare obbligatoriamente
  • Specifico: indicatori da compilare per almeno il 50% nel format di valutazione
  • Premiante: indicatori la cui misurazione è facoltativa e incrementa il punteggio finale
Oltre agli obiettivi di economia circolare, queste azioni contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 per la sostenibilità aziendale.

Cosa possiamo fare per te

Il nostro staff qualificato di ingegneri ambientali ed esperti in scienze e tecnologie per l'ambiente può misurare la circolarità della tua impresa, secondo gli indicatori della direttiva della specifica tecnica UNI/TS 11820.

La prima fase della valutazione prevede un’intervista e la raccolta dei dati, volte ad effettuare un’analisi specifica ed individuare le opportunità di miglioramento della circolarità dell’impresa nel tempo. Una volta calcolato il Livello di Circolarità, un ente terzo verifica il corretto svolgimento dell’analisi ed emette il certificato in caso di esito positivo.

Con il nostro servizio puoi ottimizzare i consumi e l’utilizzo delle risorse, tramite azioni concrete e il monitoraggio dei risultati.


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Foto di Francesco Vigliaturo, direttore tecnico di Archita Engineering.

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